Nella provincia di Cuneo le dinamiche ambientali ed energetiche non rappresentano più capitoli isolati di sostenibilità teorica, ma fattori determinanti per la tenuta del modello produttivo e la sicurezza economica del territorio.
Sul fronte idrico, il bollettino di fine estate rilasciato da Arpa Piemonte delinea un quadro a due velocità. Se le precipitazioni primaverili ed estive hanno consentito la ricarica e la stabilità delle falde sotterranee di pianura, nei principali bacini idrografici montani — in particolare le aste fluviali di Po, Maira e Tanaro — permane una fragilità strutturale. L’esaurimento precoce della riserva nevosa alpina e l’irregolarità dei regimi di portata impongono una revisione non più rinviabile dei modelli di prelievo e stoccaggio per gli utilizzi irrigui futuri, asse vitale del comparto agricolo locale.
Se la risorsa idrica richiede prudenza gestionale, la gestione dell’economia circolare evidenzia invece un primato consolidato. Secondo le rilevazioni territoriali del Rapporto Rifiuti Speciali di ISPR*, la provincia di Cuneo si conferma ai vertici della graduatoria regionale piemontese per l’efficienza nel riciclo: oltre il 78% dei rifiuti speciali generati dalle attività produttive viene avviato a effettivo recupero di materia. A trainare questa performance virtuosa sono in primo luogo l’agroalimentare — capace di reimmettere scarti e sottoprodotti in cicli di trasformazione a valore aggiunto — e il comparto del packaging industriale.
La convergenza tra geografia alpina ed equilibrio finanziario locale domina invece il comparto idroelettrico. Nei territori della Valle Maira e della Valle Gesso si è aperto un confronto cruciale coordinato da Regione Piemonte e UNCEM (Unione Nazionale Comuni ed Enti Montani) relativo al rinnovo delle concessioni per le grandi derivazioni a scopo idroelettrico in scadenza. La partita non riguarda soltanto la continuità energetica decarbonizzata, ma investe direttamente la finanza pubblica montana: canoni idrici, sovracanoni rivieraschi e compensazioni territoriali costituiscono infatti la spina dorsale dei bilanci dei piccoli Comuni d’alta quota, indispensabili per la manutenzione dei versanti e il contrasto allo spopolamento.
Sul versante delle nuove fonti pulite, infine, la manifattura zootecnica compie un salto di qualità industriale. Nel cuore della pianura compreso nel distretto tra Fossano e Savigliano, sono entrati a regime i primi impianti consortili per la produzione di biometano alimentati a reflui zootecnici, sviluppati con il supporto tecnico di Coldiretti Cuneo e del CIB (Consorzio Italiano Biogas). L’attivazione di queste infrastrutture avanzate trasforma un’esternalità ambientale complessa come il digestato in combustibile rinnovabile immesso direttamente nella rete gas, riducendo le emissioni climalteranti di metano in atmosfera e alleggerendo la dipendenza delle filiere locali dal gas fossile d’importazione.
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Fonti consultate
[Arpa Piemonte — Bollettino idrologico e monitoraggio piezometrico delle falde acquifere piemontesi.]
[ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) — Rapporto Rifiuti Speciali (Dati di sintesi regionali e provinciali).]
[Regione Piemonte / UNCEM Piemonte — Atti di indirizzo e note istituzionali sul rinnovo delle grandi concessioni idroelettriche alpine.]
[Consorzio Italiano Biogas (CIB) / Coldiretti Cuneo— Monitoraggio e documentazione tecnica sugli impianti consortili di biometano da reflui zootecnici.]







