Con 82,3 imprese ogni mille abitanti, la Granda è la seconda provincia piemontese per concentrazione imprenditoriale. Una solidità produttiva che garantisce filiere corte, stabilità e attrattività per i talenti dirigenziali.
Cuneo, seconda provincia piemontese per densità d’impresa: un tessuto produttivo che i manager non possono dare per scontato.
Con 47.891 imprese attive, pari a 82,3 ogni mille abitanti, la provincia di Cuneo si conferma tra i territori italiani con il tessuto produttivo più consistente, seconda in Piemonte solo a Torino (84,2 ogni mille abitanti, 185.729 imprese) e ben sopra la media nazionale di 80,6.
È quanto emerge dall’analisi dell’Area Studi e Ricerche di CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) sulla distribuzione territoriale delle imprese in Italia, diffusa a fine agosto 2026, che colloca la Granda ai vertici della classifica regionale per densità imprenditoriale, davanti a Verbano Cusio Ossola (76,9), Asti (76,6), Biella (76,1), Novara (73,4), Alessandria (73,1) e Vercelli (69,1).
Il dato conferma una vocazione manifatturiera e agroindustriale che ha retto anche in una fase segnata da tensioni geopolitiche e caro energia: secondo un’altra rilevazione Targatocn di luglio, il fatturato aggregato dell’asse Cuneo-Alba ha toccato i 34 miliardi di euro (+37,5%), mentre il rischio di insolvenza delle imprese cuneesi risulta ai minimi storici, a conferma di una solidità che va oltre il semplice numero di partite IVA attive.
Per i dirigenti industriali e i responsabili sviluppo del territorio, il dato CNA non è solo un titolo da classifica: una densità imprenditoriale così alta significa un bacino fitto di fornitori, subfornitori e potenziali partner di filiera, un elemento da portare al tavolo ogni volta che si negoziano investimenti, insediamenti produttivi o incentivi alla localizzazione con le istituzioni locali.
È inoltre un argomento concreto da spendere nel confronto con altre aree del Paese quando si tratta di attrarre profili manageriali dall’esterno: un territorio con un tessuto produttivo così denso offre, a chi vi si trasferisce per un incarico dirigenziale, un mercato del lavoro locale più ricco di alternative professionali nel medio periodo.
[Fonte: Targatocn.it, analisi Area Studi e Ricerche CNA ]







