Firmare una delega di funzione in materia di sicurezza sul lavoro non basta più, da sola, a mettere un dirigente al riparo da una contestazione penale.
È quanto emerge da un’analisi delle più recenti pronunce sugli infortuni sul lavoro, che registra un orientamento sempre più severo dei tribunali italiani nei confronti di datori di lavoro e dirigenti delegati, con criteri di valutazione più stringenti rispetto al passato.
Il punto centrale riguarda i requisiti di validità della delega.
Perché sia realmente efficace davanti al giudice penale, una delega di funzione deve possedere tre caratteristiche cumulative: essere specifica, ossia individuare con precisione l’ambito di responsabilità trasferito; essere accettata per iscritto dal soggetto delegato; e — l’aspetto su cui la giurisprudenza più recente insiste maggiormente — attribuire poteri decisionali e di spesa realmente esercitabili nella pratica quotidiana, non soltanto sulla carta.
Quando manca anche uno solo di questi elementi, o quando i poteri formalmente conferiti non trovano riscontro in una prassi organizzativa coerente, i giudici tendono a far ricadere la responsabilità penale direttamente sul vertice aziendale, vanificando di fatto la funzione di scudo che la delega dovrebbe garantire.
Le pronunce esaminate individuano inoltre una nuova frontiera nella valutazione del rischio, storicamente concentrata su fattori fisici e ambientali: i rischi psicosociali e lo stress lavoro-correlato. I tribunali guardano con crescente attenzione a questi aspetti, imponendo alle aziende — e ai dirigenti che rispondono della sicurezza — di includerli in modo strutturato nei documenti di valutazione dei rischi, pena l’esposizione a contestazioni anche su fronti finora considerati marginali rispetto agli infortuni “classici”.
Per i dirigenti che operano come datori di lavoro delegati, o che ricevono a loro volta deleghe specifiche in materia di sicurezza, l’indicazione che arriva da questo orientamento giurisprudenziale è diretta e operativa.
Non è sufficiente disporre di un documento di delega formalmente corretto: occorre poter dimostrare, in caso di controllo o di procedimento giudiziario, che i poteri di spesa e di intervento attribuiti sono stati realmente esercitati, con tracciabilità di decisioni, investimenti e interventi correttivi adottati nel tempo.
È un presidio che andrebbe verificato periodicamente — non solo al momento della firma della delega — insieme alla funzione legale e alle Risorse Umane (HR, Human Resources) dell’azienda, costruendo una prassi organizzativa documentata che possa reggere il confronto con un’ispezione o con un procedimento giudiziario, prima che sia un infortunio a imporre quella verifica nel modo più difficile.
Fonte: Diritto Lavoro – Portale del Diritto (6 agosto 2026) — diritto-lavoro.com/2026/08/06/sicurezza-sul-lavoro-responsabilita-colpa-prevenzione-aule-giustizia/







