Investire su chi guida le aziende non è un costo accessorio: è la condizione perché innovazione e competitività si traducano in risultati duraturi.
C’è un filo che lega lo stabilimento Michelin di Cuneo, quasi 3.000 addetti e uno dei siti più importanti del gruppo in Europa, alla graduatoria che Fondirigenti ha pubblicato il 22 luglio: la convinzione, sempre più condivisa, che la competitività di un’azienda si giochi prima di tutto sulla qualità di chi la guida.
All’Assemblea Annuale di Confindustria Cuneo, i vertici Michelin hanno illustrato una strategia che non separa innovazione tecnologica e crescita delle persone: gli investimenti in nuove tecnologie produttive sono stati accompagnati, negli ultimi anni, da un impegno costante sulla formazione del personale. Non un capitolo accessorio del piano industriale, ma la sua condizione di funzionamento: senza competenze aggiornate, gli investimenti in innovazione restano macchine senza chi le sa far rendere.
È lo stesso principio che, a livello nazionale, muove Fondirigenti. La graduatoria dell’Avviso 1/2026 “Valore manageriale” ha approvato circa 1.400 piani formativi aziendali — l’81% delle oltre 1.700 domande presentate — per un valore complessivo superiore a 20,2 milioni di euro. Numeri che coinvolgono circa 3.200 dirigenti per 166.000 ore di formazione, da realizzare nei prossimi otto mesi: il più grande strumento italiano di finanziamento della formazione dirigenziale, alimentato dai contributi delle stesse aziende, che restituisce loro risorse concrete per aggiornare le competenze di chi occupa i ruoli di vertice.
Il parallelo tra i due casi non è casuale. Da un lato un grande sito industriale che sceglie di reinvestire su innovazione e formazione anziché limitarsi al contenimento dei costi; dall’altro un fondo paritetico che intercetta la domanda di aggiornamento manageriale su scala nazionale e la trasforma in piani concreti, con tempi di attuazione stringenti. In entrambi i casi la formazione non è vissuta come un premio acquisito una tantum, ma come un’infrastruttura permanente, da rinnovare al ritmo con cui cambiano tecnologie, mercati e modelli organizzativi.
Per i dirigenti e i quadri apicali cuneesi il messaggio è duplice. Da un lato, casi come quello Michelin dimostrano che la formazione interna resta una leva negoziale forte nel dialogo con la proprietà, soprattutto in una fase di transizione tecnologica in cui il rischio di obsolescenza delle competenze cresce più rapidamente che in passato. Dall’altro, strumenti come Fondirigenti — a cui le aziende con dirigenti in forza già contribuiscono — rappresentano un canale da presidiare attivamente: chi non è rientrato nell’81% delle domande finanziate nell’ultimo avviso può già guardare ai prossimi bandi del fondo, mentre le aziende ammesse devono organizzarsi in tempi rapidi, perché otto mesi tra progettazione e rendicontazione si consumano più velocemente di quanto sembri.
La formazione manageriale, insomma, non è un tema per i tempi buoni. È la condizione perché innovazione e competitività — a Cuneo come nel resto del Paese — restino qualcosa in più di un annuncio.
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Articolo elaborato dall’Osservatorio Strategico Federmanager Cuneo. Rielaborazione originale in chiave manageriale; non riproduce i testi delle fonti.
Fonti di riferimento:
[- Michelin Cuneo all’Assemblea di Confindustria (Targatocn): https://www.targatocn.it/2026/06/23/leggi-notizia/argomenti/economia-7/articolo/michelin-cuneo-allassemblea-di-confindustria-innovazione-e-formazione-per-presente-e-futuro.html
– Fondirigenti, graduatoria Avviso 1/2026 (Quindicinews / Fondirigenti): https://quindicinews.it/2026/07/22/fondirigenti-1-400-piani-per-il-management-che-cambia/ ]







