Pensioni si mantengono i tagli alla rivalutazione degli assegni del ceto medio.
La Corte Costituzionale si è espressa sostenendo che «non è irragionevole il “raffreddamento” della rivalutazione perché salvaguarda integralmente le pensioni di più modesta entità».
Le azioni di Federmanager a livello nazionale non hanno purtroppo prodotto risultati soddisfacenti nonostante le cause di illegittimità intentate.
Anche la raccolta di decine di migliaia di firme non sono state considerate.
Prevale ancora un atteggiamento “ottocentesco” volto a considerare il ceto medio prevalentemente “ricco” senza tener conto che proprio il ceto medio produce ricchezza in termini di consumi, di sviluppo dell’economia reale.
Prevale ancora l’assunto che una parte produttiva debba pagare per tutti…compresi gli evasori e i nullafacenti per scelta.
Non entro nel merito “politico” però pensavo che questo governo facesse prevalere il rispetto nei confronti di chi produce ricchezza con il sudore del proprio lavoro.
E poi…vogliamo considerare che il parere, quello della Corte Costituzionale, è frutto di posizioni di potere che, come la politica, da sempre gode di tutele privilegiate ed assolute?
Sostenere che bisogna “grattare” il fondo del barile per le politiche scellerate del recente passato (reddito di cittadinanza – super bonus ecc) non è sufficiente!
Quindi siamo “ricchi” con un pesante prelievo alla fonte, anni di attività professionale alle spalle, correttezza contributiva, ma dobbiamo continuare a subire.
Il Presidente
Fulvio D’Alessandro