Cuneo tiene: la provincia conta 270.918 occupati a fronte di 235.262 pensioni, un saldo positivo di 35.656 che la colloca al 20° posto in Italia. Dietro il dato rassicurante, però, si nasconde una sfida che riguarda da vicino imprese e manager: il ricambio generazionale.
Il rapporto dell’Ufficio Studi CGIA di Mestre, costruito su dati INPS e ISTAT 2024, misura la differenza tra chi lavora e chi percepisce una pensione. Il Piemonte si piazza al 7° posto con +129.651, sostenuto proprio da Torino e Cuneo, mentre Biella, Vercelli e Alessandria hanno già il segno negativo. A livello nazionale il rapporto è ormai vicino a uno a uno: 24,1 milioni di occupati contro 23,2 milioni di pensioni.
Il vantaggio di oggi, dunque, non è una garanzia per domani. Le proiezioni Excelsior-Unioncamere 2025-2029 indicano che in Piemonte e Valle d’Aosta andranno sostituiti 252.000 lavoratori, di cui 140.400 nel settore privato. Un dato che pesa ancora di più se si considera che il 34,3% dei dipendenti privati piemontesi ha più di 50 anni.
La CGIA avverte che a pagare il prezzo maggiore saranno le micro e piccole imprese, molto diffuse nel Cuneese, anche per la carenza di competenze tecniche. Non basta, quindi, trovare nuove persone: bisogna trasferire conoscenze, organizzare il passaggio di consegne e rendere attrattivo il territorio per i giovani talenti.
In un tessuto fatto soprattutto di aziende familiari e di dimensioni contenute, l’uscita di un tecnico esperto o di un imprenditore storico può lasciare un vuoto difficile da colmare. Per questo il tema non riguarda solo le assunzioni, ma la capacità delle organizzazioni di conservare e tramandare il proprio patrimonio di competenze.
Cosa significa per dirigenti e quadri apicali
Il tema è manageriale prima ancora che demografico. Il passaggio generazionale richiede piani di successione strutturati, percorsi di affiancamento tra senior e junior e politiche di formazione continua. Nelle PMI, dove spesso il sapere critico sta in poche persone, il manager è chi presidia la continuità: mappa le competenze a rischio, costruisce il ricambio interno e, quando serve, porta dall’esterno profili qualificati.
Per l’associazione e per i suoi iscritti si apre anche un’opportunità: mettere l’esperienza dei dirigenti al servizio delle aziende del territorio, con mentoring, temporary management e consulenza sui piani di successione.
Il saldo positivo di Cuneo è un patrimonio da difendere: farlo oggi costa meno che rincorrere i problemi tra cinque anni.
Fonti
- CuneoDice, “Una pensione per ogni occupato: la Granda tiene, in Piemonte tre province già in rosso”, con dati dell’Ufficio Studi CGIA su fonti INPS e ISTAT 2024
- Proiezioni Excelsior-Unioncamere 2025-2029, come riportate nell’articolo di CuneoDice







