Nel 2026 la Ferrero compie 80 anni e le 17 regole di Michele Ferrero per guidare i collaboratori restano un manuale di leadership attuale e concreto.
Perché ripartire da queste regole
Fondata ad Alba nel 1946, la Ferrero oggi, nel mondo, conta oltre 60 mila dipendenti e più di 50 marchi. Dietro i numeri c’è un’idea di impresa in cui la qualità delle relazioni con le persone pesa quanto quella dei prodotti.
Come già ricordato da Federmanager Cuneo, nel 2025 in occasione del proprio 80°, nel codice etico, si ispira idealmente a queste 17 regole: punti fondamentali della vita lavorativa che Michele Ferrero scrisse e tracciò per la corretta gestione dei collaboratori.

Immagine di Michele Ferrero tratta dal libro degli 80 anni di Federmanager Cuneo
Regole 1-6: ascoltare, decidere insieme, correggere in tempo
Regola 1 – Nei vostri contatti mettete i vostri collaboratori a loro agio:
- Dedicate loro il tempo necessario e non le “briciole”
- Preoccupatevi di ascoltare ciò che hanno da dirvi
- Non date loro l’impressione che siete sulle spine
- Non fateli mai sentire “piccoli”
- La sedia più comoda del vostro ufficio sia destinata a loro
Regola 2 – Prendete decisioni chiare e fatevi aiutare dai vostri collaboratori, essi crederanno nelle scelte a cui hanno concorso.
Regola 3 – Rendete partecipi i collaboratori dei cambiamenti e discutetene prima della loro attuazione con gli interessati.
Regola 4 – Comunicate gli apprezzamenti favorevoli ai lavoratori, quelli sfavorevoli comunicateli solo quando necessario, in quest’ultimo caso non limitatevi ad una critica, ma indicate ciò che dovrà essere fatto nell’avvenire perché serva ad imparare.
Regola 5 – I vostri interventi siano sempre tempestivi: “Troppo tardi” è pericoloso quanto “Troppo presto”.
Regola 6 – Agite sulle cause più che sul comportamento.
Regole 7-12: misura, umanità e coraggio di ammettere gli errori
Regola 7 – Considerate i problemi nel loro aspetto generale e non perdetevi nei dettagli, lasciate ai dipendenti un certo margine di tolleranza.
Regola 8 – Siate sempre umani.
Regola 9 – Non chiedete cose impossibili.
Regola 10 – Ammettete serenamente i vostri errori, vi aiuterà a non ripeterli.
Regola 11 – Preoccupatevi di quello che pensano di voi i vostri collaboratori.
Regola 12 – Non pretendete di essere tutto per i vostri collaboratori, in questo caso finireste per essere niente.
Regole 13-17: diffidare dell’adulazione e responsabilità del capo
Regola 13 – Diffidate di quelli che vi adulano, a lungo andare sono più controproducenti di quelli che vi contraddicono.
Regola 14 – Date sempre quanto dovete e ricordate che spesso non è questione di quanto, ma di come e di quando.
Regola 15 – Non prendete mai decisioni sotto l’influsso dell’ira, della premura, della delusione, della preoccupazione, ma demandatele a quando il vostro giudizio potrà essere più sereno.
Regola 16 – Ricordate che un buon capo può far sentire un gigante un uomo normale, ma un capo cattivo può trasformare un gigante in un nano.
Regola 17 – Se non credete in questi princìpi, rinunciate ad essere capi.
Un metodo che vale per dirigenti e quadri di oggi
Ottant’anni dopo la fondazione, queste regole ricordano che la leadership si misura nel modo in cui si ascolta, si decide, si corregge e si ammette un errore. Per dirigenti e quadri apicali sono un promemoria semplice e verificabile: ogni regola si può trasformare in un comportamento quotidiano e in una domanda da farsi prima di una riunione, di una valutazione o di una decisione difficile.







